ORTO BIOLOGICO

Il progetto "Orto Biologico"  ha come obiettivo quello di insegnare al detenuto i concetti primari dell'agricoltura, delle varie tecniche della semina, i periodi appropriati di ogni fase  di coltivazione, le profondità di semina per ogni seme o la giusta profondità di trapianto di ogni pianta, le distanze da mantenere tra una pianta e l'altra, ecc..
Inoltre vengo insegnate le operazioni di mantenimento delle piante quali zappettature, scerbature e rincalzi per ottenere una migliore crescita e per una buona fruttificazione.  

La modalità di orto praticata é quella denominata "in cassetta", poiché viene praticata la coltura in cassette di plastica rivestite di telo per la pacciamatura e si adatta a quei luoghi che non dispongono di un terreno coltivabile.

Le cassette sono poi suddivise in settori  per facilitare le attività giornaliere in scaletta durante lo svolgimento del corso. Le  principali colture coltivate durante il progetto sono: pomodori, fagiolini, varie tipologie di insalata, cetrioli, sedano, prezzemolo, ecc. Le semine vengono fatte secondo il periodo corrente della stagione, ad esempio nel periodo autunnale sono state seminate le semenze di aglio, cipolle, piselli e fave. Il raccolto viene interamente devoluto ai detenuti che partecipano al progetto.

L’orto viene definito “biologico” in quanto non vengono utilizzati concimi chimici ma solo prodotti naturali, anche per la disinfestazione e la distruzione di afidi e parassiti.

Il progetto  viene svolto due volte a settimana durante l'ora d'aria con i nostri volontari e durante le giornate vacanti sono i detenuti iscritti possono sfruttare l'ora d'aria quotidiana per curare l'orto.

Nel tempo si crea un rapporto di confidenza tra volontari e detenuti che permette un dialogo aperto su argomenti non strettamente legati al corso e questo allevia la permanenza del detenuto all’interno della struttura durante il periodo detentivo.

Il progetto "Orto Biologico" è attualmente in essere nella casa circondariale di Monza e   partecipano quattordici detenuti, con due volontari “docenti”.